Gli incentivi alle rinnovabili

Gli incentivi alle rinnovabili

L’obbligo di produrre energia da fonti rinnovabili

Con il Dlgs. 28/2011, la legislazione italiana ha recepito la Direttiva Europea 2009/28/CE che mira ad istituire un quadro comune per la produzione di energia da Fonti di Energia Rinnovabile (FER), e che prevede in particolare per il nostro Paese l’obiettivo di portare la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia al 17% entro il 2020.
In particolar, l’articolo 11 del Dlgs 28/2011 dispone che le fonti rinnovabili debbano coprire i “consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo i principi minimi di integrazione e le decorrenze di cui all'allegato 3”. Dall’allegato 3 si evince che gli obblighi sono previsti partire dal 31 maggio 2012, e sono crescenti nel tempo.


Produzione di energia termica: percentuali e tempi secondo l’allegato 3 del Dlgs 28/2011
Gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da coprire tramite energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili una percentuale fissa (50%) dei consumi previsti di acqua calda sanitaria, più una percentuale variabile calcolata sulla somma dei consumi previsti per: acqua calda sanitaria + riscaldamento + raffrescamento. Ecco le percentuali variabili, secondo la tempistica delle relative costruzioni:

  • 20% se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
  • 35% se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
  • 50% se la richiesta del titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.

Attenzione: questi obblighi non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.
Inoltre, tali obblighi non si applicano ad edifici allacciati ad una rete di teleriscaldamento in grado di coprire l'intero fabbisogno di calore per il riscaldamento degli ambienti e la fornitura di acqua calda sanitaria.


Gli incentivi
Con il c.d. decreto “Conto Termico” (DM 28/12/2012) si dà attuazione al regime di sostegno introdotto dal Dlgs. 28/2011 per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. è il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, inclusa l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari.

Gli interventi incentivabili si riferiscono sia all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione pareti e coperture, sostituzione serramenti e installazione schermature solari) sia alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione) o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili (pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo).
L’incentivo, che non è cumulabile con altri bonus fiscali, copre il 40% dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell'impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato.

Link al Decreto: http://www.gse.it/it/Conto%20Termico/GSE_Documenti/_DM_28_DICEMBRE_2012_CONTO_TERMICO.PDF

Detrazioni fiscali
L'installazione di pompe di calore su edifici esistenti può beneficiare di alcune detrazioni fiscali: la detrazione sul risparmio energetico o la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie.
• Pompe di calore e detrazioni fiscali per il risparmio energetico (65%): si possono applicare ad interventi eseguiti su edifici di qualsiasi categoria catastale, purché esistenti e già dotati di impianto di riscaldamento: abitazioni, uffici, negozi e quant'altro. Nel caso di pompe di calore la condizione per accedervi è che si tratti di sistemi ad alta efficienza e che la loro installazione costituisca una sostituzione dell'impianto di riscaldamento esistente. Il limite della detrazione per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale è di 30.000 euro. Di recente la Legge 23 dicembre 2014 n.190 ha prorogato la scadenza della detrazione sul risparmio energetico al 31 dicembre 2015.
• Pompe di calore e detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie (50%): si applicano per esempio quando le pompe di calore vengono installate senza dismettere l'impianto di riscaldamento esistente. Questa detrazione è applicabile solamente a spese per lavori eseguiti su abitazioni o su parti comuni di edifici residenziali. Nella lista degli interventi agevolabili indicata dall'Agenzia delle Entrate non compare la voce specifica pompe di calore. Si può però farle rientrare nella categoria caloriferi e condizionatori, per la quale è prevista la condizione che l'opera sia finalizzata al risparmio energetico.


Le spese documentate saranno poi detratte dall'Irpef o dall'Ires in 10 rate annuali di pari importo.

 

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