Nella Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), invece, gli impianti devono rispettare queste regole:
- le sonde geotermiche a circuito chiuso devono avere una profondità massima di 3 metri se orizzontali o 170 metri se verticali;
- la potenza termica dell’impianto deve essere inferiore ai 100 kW.
In entrambi i casi le Regioni e le Province autonome si occuperanno di registrare telematicamente gli interventi sul loro territorio e stabiliranno le modalità per verificare che i dati inseriti corrispondano agli impianti realizzati.
Pillole tecniche
Per gli impianti a sonde geotermiche a circuito chiuso e potenza termica compresa tra i 50 kW e i 100 kW la progettazione può avvenire con il Test di Risposta Termica (TRT) che misura i parametri termici del sottosuolo o con una campagna di indagini.
Per quelli con potenza termica sotto i 50 kW possono essere utilizzati, in alternativa, anche gli studi già eseguiti in precedenza, qualora presenti.
Il Decreto pone, infine, massima attenzione al rispetto per l’ambiente e specifica che:
- il fluido vettore che circola nelle sonde deve essere a basso impatto ambientale. Ottima la scelta dell’acqua potabile, eventualmente addizionata con antigelo non tossici e biodegradabili. Sono vietati tutti i tipi di additivi anticorrosione;
- le condotte e le valvole interrate devono essere resistenti alla corrosione;
- l’iter di installazione non deve danneggiare il terreno e deve evitare di inquinare il sottosuolo e le acque, ponendo la massima attenzione perché non ci siano dispersioni di liquidi inquinanti o dannosi;
- le falde non dovranno avere contatti idraulici tra loro.
Tutto chiaro?
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