FAQ

Hai delle domande? Qui troverai le risposte a quelle più frequenti. Se hai bisogno di ulteriore assistenza, puoi scrivere al nostro servizio Post-Vendita all’indirizzo support@eneren.it, saremo felici di aiutarti. 

All’ufficio post vendita di Eneren. Sarà poi il nostro personale specializzato a consigliarti il nostro migliore centro assistenza di zona

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Una smart grid quindi è una rete dotata di un sistema di gestione e comunicazione intelligente in grado di poter gestire, in maniera ottimale e sicura, situazioni in cui le reti di distribuzione elettriche siano oggetto di inversione dei flussi di energia [Wikipedia]
Una pompa di calore smart grid ha la possibilità di conoscere eventuali surplus di energia elettrica prodotta dl proprio impianto fotovoltaico e di eseguire una serie di azioni per autoconsumare tale energia accumulandola sotto forma di energia termica e frigorifera. Così facendo il proprio impianto di climatizzazione funzionerà quanto più possibile durante le ore di disponibilità di autoproduzione elettrica per essere autonomo durante i periodi di assenza.

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Ogni costruttore di pompe di calore nel manuale di uso e manutenzione richiede delle periodicità che possono essere semestrali o annuali. La manutenzione minima necessaria richiede il controllo degli organi di sicurezza, delle pressioni di lavoro del refrigerante, la pulizia degli elementi idraulici quali filtri o defangatori, e il controllo degli organi meccanici ed elettrici installati. Una manutenzione semplice ma efficace che deve essere però eseguita da personale tecnico qualificato.

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Sono disponibili numerose soluzioni con differenti caratteristiche. Refrigeranti per basse o alte temperature di lavoro, più o meno impattanti per l’ambiente, tossici o non, infiammabili esplosivi o inerti. Un panorama davvero vasto caratterizzato da pregi e difetti. Non esiste una soluzione unica. La nostra scelta ricade su due soluzioni in ambito residenziale: R454b, A2L quindi leggermente infiammabile ma con GWP = 466 (Global Warming Potential) tra i più bassi della categoria ancor più dell’R32, oppure R410a non infiammabile e quindi più sicuro ma con alto GWP per applicazioni in cui non possono essere installati refrigeranti infiammabili.

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Esistono numerose tipologie di compressori e di refrigeranti, ognuna maggiormente adatta a differenti temperature della sorgente o di produzione. In campo residenziale si utilizzano tecnologie che producono dai 25°C ai 65°C. In ambito commerciale ed industriale si può arrivare fino ai 120°C… per ora!

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Il deumidificatore può essere controllato con il proprio sensore di umidità (igrostato) o può essere controllato dalla termoregolazione dell’impianto radiante 

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Scegliendo pompe di calore progettate per climi umidi quindi con grosse superfici di scambio. Ma anche la regolazione della stessa è importante. Se si utilizza una pompa di calore a piena potenza per poco tempo nell’arco di una giornata questa sarà sottoposta a maggior sbrinamento. Se la stessa macchina ad inverter viene utilizzata per tempi molto più lunghi in modo continuativo e quindi a potenza erogata minore, le superfici di scambio risulteranno sovradimensionate e quindi meno soggette a fenomeni di creazione di brina.

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Ogni dispositivo ha un display di interfaccia che segnala eventuali anomalie o necessità manutentive. Inoltre con il sistema Enerweb potrai controllare ogni dispositivo da remoto con avvisi personalizzabili

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Quanto l’umidità dell’aria supera valori limite, il deumidificatore si attiva e condensa l’umidità presente nell’aria rendendola quindi più “secca”. Per fare questo il deumidificatore al suo interno ha un circuito frigorifero che prima raffredda l’aria condensando l’umidità, e poi la riscalda riportandola alla temperatura iniziale. In questa fase alcuni modelli possono anche raffreddarla o riscaldarla diventando così anche elementi in aiuto alla climatizzazione.

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Il miglior modo è quello di far si che la pompa di calore funzioni il maggior tempo possibile senza numerosi cicli di on/off. Per far questo ovviamente le soluzioni ad inverter sono le più adatte, e vanno correttamente dimensionate in base alla potenza dell’edificio. Inoltre è importante regolare le temperature di produzione affinché siano le più basse possibili sia per la climatizzazione che per la produzione di acqua calda sanitaria. Quindi un impianto a pompa di calore deve essere correttamente gestito da un impianto di termoregolazione che ottimizzi tempistiche e temperature di funzionamento.

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Esistono numerosi strumenti quali, software di calcolo, normative di riferimento, dati bibliografici. Tutti questi strumenti permettono di calcolare la corretta grandezza del campo di gesocambio in relazione ai fabbisogni dell’edificio.

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Conviene assolutamente una pompa di calore multifunzione o polivalente, che soddisfi tutti i fabbisogni. Un unico impianto, unica manutenzione, unico prodotto nettamente più efficiente ed efficace degli scaldabagno a pompa di calore

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È il rapporto tra energia termica prodotta da una pompa di calore e l’energia elettrica consumata. Quindi è l’indice di efficienza con il quale si misura una pompa di calore. Più alto è questo indice più la pompa di calore sarà performante. Un esempio? COP=5 significa che per produrre 5 kWh di energia termica la pompa di calore assorbirà 1 kWh di energia elettrica. Uno scaldabagno elettrico ad esempio ha un COP=1

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È una pompa di calore che può produrre acqua calda o fredda per la climatizzazione e calda per acqua sanitaria o altri usi a livello termico differente rispetto a quello della climatizzazione

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È una pompa di calore che può produrre acqua calda e/o fredda per la climatizzazione e calda per acqua sanitaria o altri usi a livello termico differente in completo recupero del calore

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È il rapporto tra energia frigorifera prodotta da una pompa di calore e l’energia elettrica consumata. Quindi è l’indice di efficienza con il quale si misura una pompa di calore. Più alto è questo indice più la pompa di calore sarà performante.

 

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È un sistema che sanifica l’aria trattata dalla VMC attraverso un sistema brevettato che elimina muffe, batteri, virus ed odori. E’ assolutamente compatibile con la presenza dell’uomo, anzi lo stesso ne beneficia.

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La ventilazione meccanica controllata è un sistema che permette il rinnovo dell’aria all’interno degli edifici attraverso una macchina che immette in ambiente aria esterna pulita, e espelle l’aria interna esausta. Esegue questa operazione recuperando il calore dell’aria esterna prima di espellerla, cedendolo all’aria in immissione. Attraverso questo sistema gli ambienti saranno più salubri, vivibili e sottoposti a minor rischio di proliferazioni batteriche o di muffe.

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Il Ground o Thermal Response Test è un test di misura della capacità termica del terreno, che permette di caratterizzare la resa del terreno in cui si andrà ad installare un impianto geotermico. Con queste misure è possibile progettare e dimensionare correttamente il campo di geoscambio.

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È un impianto che utilizza l’energia del sottosuolo come sorgente per la pompa di calore. Sorgente dalla quale estrarre il calore invernale o per usi sanitari, o per dissipare il calore estivo. E’ più efficiente e efficace perché la temperatura del terreno o della falda acquifera non risente delle oscillazioni stagionali della temperatura esterna

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È un impianto che utilizza l’energia del sottosuolo come sorgente per la pompa di calore. Sorgente dalla quale estrarre il calore invernale o per usi sanitari, o per dissipare il calore estivo. E’ più efficiente e efficace perché la temperatura del terreno o della falda acquifera non risente delle oscillazioni stagionali della temperatura esterna

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Si esistono numerose soluzioni che prevedono vani di alloggiamento della macchina a controsoffitto, a parete, all’esterno; così come per le tubazioni possono essere alloggiate a controsoffito, controparete, o sottopavimento

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Dipende dalla tipologia di compressori e dal gas refrigerante utilizzato. Esistono pompe di calore dimensionate per climi miti, e altre per lavorare fino a -25°C. Ovviamente sebbene siano tutte pompe di calore, le tecnologie applicate sono ben differenti.

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Si, un deumidificatore per sistema radiante necessita di un circuito di acqua refrigerata proveniente dalla pompa di calore

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Assolutamente si. In qualsiasi fascia climatica, i moderni sistemi di raffrescamento radiante soddisfano pienamente i fabbisogni degli edifici.

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È una scelta soggettiva. Il raffrescamento radiante permette omogeneità di temperatura e di umidità garantendo maggior comfort e assoluta silenziosità. Di contro però non è un sistema rapido che può raffrescare in modo intermittente l’edificio. Un sistema ad aria invece è a minor inerzia e pressochè immediato, riduce però il comfort e l’omogeneità caratteristica di un sistema radiante.

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Sono entrambi impianti geotermici, ma profondamente differenti. Un impianto a sonde è a circuito chiuso, senza quindi utilizzo di una risorsa preziosa come l’acqua. È generalmente applicabile ovunque tranne in zone sottoposte a vincoli particolari che richiede un iter autorizzativo snello. Ha il pregio di essere nettamente la migliore soluzione per impianti di piccola e media taglia, ma di essere molto costoso per impianti di grande potenza. Di contro un impanto a circuito aperto con prelievo e scarico dell’acqua di falda, è un impianto meno efficiente per piccole potenze, ma assolutamente più conveniente per grandi. Di contro richiede iter autorizzativi lunghi e complessi e ovviamente è applicabile solo dove la risorsa è presente nel sottosuolo.

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L’impianto a sonde verticali richiede meno spazi ed è più efficiente ma è generalmente più costoso. Un impianto orizzontale richiede grandi superfici ed è meno efficiente perché sottoposto a maggior oscillazione delle temperature stagionale

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Una pompa di calore on/off è più efficiente di una inverter, ma la pompa di calore inverter permette modulazione del carico termico in caso di edifici con richieste differenti giornalmente o stagionalmente. In ambito residenziale è sicuramente consigliabile una soluzione inverter, in campo commerciale industriale o residenziale multiplo di media potenza, è consigliabile la soluzione on/off

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Prendi nota del codice di allarme, e contattaci tramite l’apposito forum

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Si. Un impianto radiante senza il trattamento di deumidificazione è sottoposto a possibile formazione di condensa superficiale e quindi pericoloso.

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Un sistema centralizzato è nettemente più efficiente sia in termini di recupero del calore che di distribuzione dell’aria all’interno dei locali

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Perché un sistema che rinnova costantemente l’aria 24/7 permette maggiore comfort e maggior risparmio energetico.

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Perché la sostenibilità del nostro pianeta parte da ogni nostra singola scelta quotidiana.

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Perché è l’impianto a pompa di calore più efficiente, efficace e duraturo che esista. Permette un impatto acustico ed estetico nullo sulle parti esterne dell’abitazione. Aumenta notevolmente il valore dell’immobile perché duraturo come le sua fondamenta. Perché richiede minor manutenzione e minor attenzione da parte tua.

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Per 3 fantastici motivi:
1. Efficienza, è l’impianto più efficiente in ambito comfort
2. Acustica ed estetica, all’esterno dell’edificio non vi sarà nessun rumore e nessun elemento a vista, esaltando quindi gli aspetti architettonici dell’edificio
3. Affidabilità, la pompa di calore geotermica è la più affidabile e duratura della categoria, perché sottoposta a minori stress, non effettua inversioni per cicli di sbrinamento, e non è sottoposta alle intemperie

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Perché la sorgente terreno è ad una temperatura costante e uniforme tutto l’anno. Temperatura che non risente delle oscillazioni stagionali ed è molto più vicina a quella di comfort degli ambienti interni. Per questo motivo la pompa di calore è sottoposta a minor sforzo per produrre caldo e freddo, consumando quindi meno energia elettrica e durando di più nel tempo.

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Assolutamente si, l’importante è scegliere il prodotto correttamente progettato per essere applicato a soluzioni ad alata temperatura

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Assolutamente si. Esistono sistemi di supervisione e telecontrollo di nostra produzione o di terzi. Anche questi ultimi sono applicabili ai nostri sistemi.

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Il comfort ed il benessere sono soggettivi. Non esiste un impianto migliore di un altro perché dipende da chi lo utilizza e da come lo si utilizza. Possiamo solo consigliare l’impianto radiante per la climatizzazione invernale ed estiva come migliore impianto per il comfort ed il benessere, ma non è detto che sia il migliore.

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Consigliamo una manutenzione annuale da parte di un tecnico specializzato, che abbia le competenze per verificare il buono stato dei dispositivi frigoriferi, idraulici ed elettrici.

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La manutenzione obbligatoria minima per legge dipende dall’impatto ambientale che la stessa potrebbe causare in caso di fuoriuscita del refrigerante. Quindi in funzione del quantitativo e del GWP del refrigerante in essa contenuto, una pompa di calore può essere esente da manutenzione obbligatoria per macchine di piccola taglia come ad esempio in ambito residenziale, fino ad arrivare a manutenzioni trimestrali per grosse potenze. La frequenza va controllata consultando la documentazione a corredo o chiedendo informazioni al proprio installatore o manutentore.

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Eneren offre di standard una garanzia di 24 mesi, estendibile a 60 con un contratto di manutenzione periodica annuale.

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Ci avvaliamo di una rete di centri assistenza presenti in tutta Italia. Nella pagina assistenza potrai trovare le indicazioni utili

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Purtroppo non esiste una risposta univoca, la convenienza infatti dipende da numerose variabili. Efficienza e zona climatica dell’edificio, temperature del sistema di climatizzazione (radiante, fancoil, radiatori ecc) da come viene regolato, e se è accoppiato ad un impianto fotovoltaico. In genere comunque si può stimare che per un edificio di classe energetica A, in zona climatica e con impianto radiante, il risparmio con una pompa di calore aria acqua può arrivare al 50% rispetto ad un impianto a combustibile fossile. Se geotermico il risparmio può essere un ulteriore 50% rispetto ad un impianto con pompa di calore ad aria. Addirittura se accoppiato con un impianto fotovoltaico con logiche di autoconsumo smart grid si può raggiungere l’autosufficienza energetica completa.

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Quanto è previsto un raffrescamento di tipo radiante

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Esistono differenti taglie, per superfici che partono da 50 mq per arrivare a soddisfare fino 500 mq con un’unica macchina

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Generalmente le sonde geotermiche verticali vanno dagli 80 m ai 120. Si eseguono perforazioni anche a 150 m e oltre ma essendo più costose si raggiungono queste profondità solo se necessario per mancanza di spazio.

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Rispetto ad un impianto a pompa di calore ad aria il risparmio è di circa il 50%, e il suo payback è di circa 7 anni.

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Un impianto correttamente dimensionato è privo di rumore

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Meno di un frigorifero, e se correttamente installato può anche non essere percepito

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Ogni sonda deve distare circa 7 m dall’altra. Quindi all’incirca ogni sonda geotermica richiede 50 mq di superficie.

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Può farlo si, esistono differenti modelli in funzione degli impianti e dei fabbisogni richiesti.

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No, in caso di assenza assorbirebbe la corrente dalla rete elettrica. Chiaramente l’accoppiamento con un impianto fotovoltaico ridurrebbe l’assorbimento dalla rete e quindi i costi energetici, fino ad azzerarli in funzione di possibili logiche smart grid e di autoconsumo.

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